Lega Consumatori Umbria
Buoni fruttiferi, Tribunale Bolzano: Poste deve rimborsare intero valore PDF Stampa E-mail

Poste Italiane deve rimborsare l’intero valore dei titoli. E’ quanto ha sancito il Tribunale di Bolzano mettendo la parola fine, almeno in primo grado, ad una causa civile tra due risparmiatori, seguiti in giudizio dal CTCU, e Poste Italiane. I due risparmiatori si erano visti costretti ad adire le vie legale dietro il rifiuto dell’Azienda di vedere riconosciuto il rimborso totale indicato sul retro dei buoni fruttiferi sottoscritti nel 2001.

Si tratta di due buoni della serie “AC” del valore di Lire 5.000.000 cadauno recanti l’indicazione secondo cui, portati all’incasso decorsi dieci anni dalla loro sottoscrizione, avrebbero garantito la percezione di una somma tripla rispetto al capitale investito. Dopo 10 anni, i due clienti si sono recati presso la filiale per riscuotere quanto loro promesso e garantito, ma Poste Italiane sosteneva che questi buoni erano finiti fuori corso e la rendita dovuta sarebbe stata, in realtà, esclusivamente quella prevista dalle fonti in vigore all’epoca dell’avvenuta sottoscrizione, cioè il 2001.

Il Tribunale nella sentenza di fine novembre ha deciso a favore dei consumatori altoatesini facendo proprio il principio espresso in un’importante sentenza della Corte di Cassazione – Sezioni Unite (la n.13979 del 15/06/2007), secondo cui “il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base deidati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti; ne deriva che il contrasto tra le condizioni, in riferimento al saggio degli interessi, apposte sul titolo e quelle stabilite dal D.M che ne disponeva l’emissione, deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali – destinati ad essere emessi in serie, per rispondere ad un numero indeterminato di sottoscrittori, che le condizioni alle quali l’amministrazione postale si obbliga possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione del buono”.

Il Tribunale ha altresì ribadito un altro importante principio sancito dalla menzionata sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, e cioè che il rapporto contrattuale instaurato tra attori e Poste Italiane S.p.A è un rapporto, a tutti gli effetti, iure privatorum, cioè di diritto privato, sicché non può esservi dubbio che esso si sia perfezionato e debba essere regolato secondo le condizioni effettivamente proposte da Poste Italiane all’atto della sottoscrizione e, dunque, indubitabilmente, sulle condizioni chiaramente espresse sugli stessi titoli proposti e poi sottoscritti dalle parti attrici.

A nulla sono valsi alcuni argomenti difensivi svolti da Poste Italiane, secondo cui i due risparmiatori avrebbero potuto essere informati delle effettive condizioni praticabili all’epoca in relazione ai buoni postali fruttiferi, a mezzo dei prospetti informativi esposti negli uffici della filiale. Il giudice ha, anche in questo caso, fatto prevalere il principio del (più che) legittimo affidamento ingenerato nei clienti dal fatto che la rendita dei titoli sarebbe stata quella garantita dalle condizioni economiche apposte sul titolo e non altrove.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
ASSICURAZIONI: ATTENZIONE AI MESSAGGI PUBBLICITARI! CINQUE CONSIGLI PER I CONSUMATORI PDF Stampa E-mail

L’IVASS (Istituto per la Vigilanza assicurazioni) ha  concluso  la  “Indagine  sui  siti  comparativi  nel  mercato  assicurativo  italiano”,  finalizzata a verificarne il livello di correttezza e trasparenza.

Dall’indagine sono emersi alcuni profili di criticità per i consumatori legati all’esistenza  di conflitti di interesse nella operatività dei siti, alle modalità di formazione delle graduatorie e alla trasparenza e correttezza dei messaggi pubblicitari.

In attesa che le misure intraprese producano effetto, IVASS offre 5 consigli per i consumatori:

1. I siti comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno stipulato  accordi  e  da  cui  percepiscono  provvigioni  in  relazione  a  ciascun  contratto stipulato

2.  Il numero  delle  imprese  comparate  è  di  molto  inferiore  al  numero  complessivo  delle imprese - 68 - che operano nel ramo r.c. auto. L’unico sito, non commerciale, che oggi compara  tutte  le  imprese  è  quello  pubblico  gestito  dall’IVASS  e  dal  MISE (www.tuopreventivatore.it).

3.  I  siti  fanno  largo  uso  di  messaggi  pubblicitari  formulati  in  modo  da  ingenerare  nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi (“fino a 500 euro”) e di acquistare il “miglior prodotto”. Spesso dichiarano di confrontare le “migliori” imprese o i “migliori” prodotti. Non indicano tuttavia i criteri di valutazione delle imprese e dei prodotti né le basi di calcolo del risparmio promesso.

4.  La  polizza  più  economica  può  non  essere  la  più  adeguata  alle  proprie  esigenze assicurative. La comparazione è oggi basata esclusivamente sul prezzo della polizza e non  tiene  conto  delle  condizioni  contrattuali,  ad  esempio  massimali  di  garanzia, franchigie,  diritti  di  rivalsa,  esclusioni  e  limitazioni  della  copertura.  Risultano  comparati prodotti con clausole diverse come, ad esempio, la c.d. “guida esclusiva” (che limita la guida  ad  un solo  conducente)  o  la  c.d.  “guida  libera” (che  non  ha questa  limitazione). Occorre valutare attentamente se le polizze presentate dal sito sono adatte alle proprie esigenze.

5.  E’  pratica  diffusa  dei  siti  abbinare  alla  garanzia  r.c.  auto  coperture  accessorie  non richieste dal consumatore, costringendolo a deselezionarle in un momento successivo.

Ciò  può  essere  motivato  dal  fatto  che  le  imprese  di  assicurazione  partner  in  genere riconoscono ai siti, in caso di abbinamento, ulteriori provvigioni.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
DAL 31 OTTOBRE AL 3 NOVEMBRE 2012 TORNA IL FORUM DEI CONSUMATORI A TERNI E PERUGIA PDF Stampa E-mail

Anche per il 2012, le associazioni dei consumatori dell’Umbria propongono l’ormai tradizionale appuntamento di riflessione e confronto tra istituzioni, terzo settore, mondo consumeristico, imprese pubbliche e di servizi.
Il FORUM DEI CONSUMATORI_dire_fare_partecipare si svolgerà tra Perugia e Terni dal 31 ottobre al 3 novembre 2012 e vedrà l’organizzazione di un ricco calendario di attività. Convegni, incontri, workshop, reading, laboratori, mostre d’arte e punti informativi animeranno il programma dell’evento, costruito in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo ed imprenditoriale locale.
Il comitato organizzatore dell’evento è costituito da sei associazioni dei consumatori umbre: ACU Umbria, Adoc, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori.
La manifestazione rappresenta un punto di raccordo di tutte le riflessioni e proposte concrete, frutto del dibattito che le associazioni portano avanti durante tutto l’anno.
Anche quest’anno l’obiettivo è quello di approfondire quali siano gli strumenti a disposizione dei cittadini e delle cittadine per poter essere parte in causa nelle decisioni su temi che incidono profondamente sulla proprie condizioni di vita, sulla fruibilità delle città, sulle relazioni. Indicare una possibile via alternativa, mettere in comune idee e pratiche virtuose, adoperarsi per poter incidere davvero, al di là di superficiali e sbiaditi inviti alla partecipazione, sulle questioni che toccano tutti, a cominciare dal territorio in cui viviamo.

PER SCARICARE IL PROGRAMMA COMPLETO CLICCARE SUL SEGUENTE LINK:

http://www.forumdeiconsumatori.net/wp-content/uploads/2012/10/Programma-Formato-A4.pdf

 
Maltempo, gli indennizzi direttamente in bolletta PDF Stampa E-mail

Enel, in rispetto alla specifica deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ha previsto specifici rimborsi forfetizzati erogati automaticamente per tutti i clienti che hanno subito un disservizio causato dal maltempo della scorsa settimana.

I clienti che hanno subito interruzioni di energia elettrica dovute all’eccezionale ondata di maltempo non dovranno presentare alcuna richiesta o domanda per ottenere gli indennizzi automatici previsti dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

Quanto dovuto sarà infatti accreditato direttamente nella bolletta del loro venditore di energia e sarà riconosciuto indipendentemente dalla responsabilità all’origine dell’interruzione della fornitura.

In caso di interruzioni di energia elettrica di durata superiore a determinati limiti, infatti, la delibera dell’AEEGSI n. 198/11 prevede che vengano riconosciuti ai clienti del sistema elettrico specifici indennizzi erogati automaticamente.

Gli importi saranno calcolati sulla base di parametri stabiliti dalla Autorità stessa, tra cui la durata dell’interruzione, il numero di abitanti della zona interessata e la tipologia di cliente.

Nello specifico, ad avere diritto all'indennizzo sono i clienti di bassa tensione che subiscono un’interruzione di almeno 8 ore nei comuni con più di 50 mila abitanti, di oltre 12 ore per comuni tra i 5 mila e i 50 mila abitanti e oltre le 16 ore per i comuni più piccoli.

In relazione agli intestatari di forniture di media tensione, le interruzioni devono essere almeno di 4 ore nei comuni con più di 50 mila abitanti, 6 ore per comuni tra i 5 mila e i 50 mila abitanti e oltre le 8 ore per i comuni più piccoli.

Gli indennizzi verranno trasferiti da Enel Distribuzione ai venditori entro la prima fatturazione utile del servizio di trasporto, decorsi 60 giorni dalle interruzioni.

A tali tempi vanno aggiunti quelli necessari ai venditori per trasferire l'indennizzo ai clienti direttamente in bolletta.

Gli indennizzi variano:

  • da 30 a 300 € per i clienti domestici BT (bassa tensione)
  • da 150 a 1.000 € per le clienti non domestici BT e MT con potenza fino a 100 kW
  • fino a 6.000 € per i clienti industriali con potenza superiore a 100 kW

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
NO AL REGISTRO DEI MOROSI PER LE BOLLETTE di ENERGIA E GAS PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA

 

NO AL REGISTRO DEI MOROSI PER LE BOLLETTE di ENERGIA E GAS

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SCRIVONO ALLE COMMISSIONI PARLAMENTARI   E CHIEDONO ALL'AUTORITA' DI BLOCCARE IL PROVVEDIMENTO

 

Le associazioni dei consumatori Assoutenti, Adiconsum, Adoc, Atroconsumo, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, MDC, Movimento Consumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori,UNC;

 

hanno scritto alle  Commissioni X di Camera e Senato chiedendo di essere ascoltati per evitare l'introduzione nel nostro paese del “Registro dei Morosi del Servizio Elettrico e Gas”.

 

A seguito della decisione positiva delle commissioni competenti, l’AEEG ha elaborato e posto in consultazione pubblica un documento che illustra gli orientamenti dell’Autorità in merito all'istituzione ed al funzionamento di una banca dati dei morosi”, degli inadempimenti contrattuali dei clienti finali nel settore energetico (c.d. BICSE che rappresenta una implementazione del Sistema Informativo Integrato - SII ).

 

Il sistema BICSE ed i suoi contenuti, in un mercato che ad oggi registra forti criticità e contenziosi tra le aziende ed i clienti finali, non possono essere in maniera più assoluta condivisi dalle Associazioni dei Consumatori per le motivazioni che, in sintesi, vengono di seguito illustrate:

  1. 1) Pratiche commerciali scorrette e servizi non richiesti (fenomeno molto diffuso e segnalato da parte delle Associazioni all’AGCM, all’AEEG ed al Garante della Privacy) che generano numerosi contenziosi con i clienti finali;
  2. 2) Fatture emesse con dati di consumo stimati e non effettivi (principalmente nel settore power) che generano fatture con importi non corretti ed abnormi rispetto al consumo reale;
  3. 3) Garanzia della privacy;
  4. 4) Situazione economica contingente ;
  5. 5) Conseguenze abnormi della iscrizione della banca dati;

 

Se questo sistema dovesse essere introdotto, tutti cittadini che per vari motivi non risultino aver pagato una bolletta, rischiano di finire nella banca dati dei cattivi pagatori,  con tutte le conseguenze del caso come ad esempio l'impossibilità di attivare una nuova fornitura energetica o cambiare venditore. Lo stesso accadrebbe per le imprese.

Per tale motivo siamo fortemente contrari  all'introduzione del BICSE che garantirebbe solo le aziende, permettendo loro di ripulire i bilanci dalle morosità.

Morosità che in gran numero  vengono causate proprio dai  comportamenti scorretti verso gli utenti   oppure dalle inadempienze delle pubbliche amministrazioni.

In questo momento di forte crisi per le famiglie, riteniamo prioritario trovare meccanismi ulteriori di sostegno come la maggiore possibilità di fruizione dei Bonus Gas ed Energia.

 

 

Assoutenti, Adiconsum, Adoc, Atroconsumo,Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, MDC, Movimento Consumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori,UNC;

 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 7 di 10