Lega Consumatori Umbria
APERTE QUATTRO ISTRUTTORIE SU ACEA, EDISON, ENEL ED EN PDF Stampa E-mail

Si rende noto, come da comunicato stampa del 13 Luglio 2015, che l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro procedimenti istruttori nei confronti delle società per azioni Acea Energia, Edison Energia, Enel Energia , Enel Servizio Elettrico ed Eni.
A fronte di numerosi reclami e segnalazioni, ricevute anche da diverse associazioni dei consumatori, l’indagine è volta ad accertare eventuali violazioni del Codice del Consumo in merito a varie condotte degli operatori: la fatturazione basata su consumi presunti; la mancata considerazione delle autoletture; la fatturazione a conguaglio di importi significativi, anche a seguito di conguagli pluriennali; la mancata registrazione dei pagamenti effettuati, con conseguente messa in mora dei clienti fino talvolta al distacco; nonché il mancato rimborso dei crediti maturati dai consumatori.
Nell’ambito di queste istruttorie, i funzionari dell’Antitrust hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate dal procedimento a Roma, Milano e San Donato Milanese, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico



 
* VACANZE SICURE ESTATE 2015 * PDF Stampa E-mail

In attesa delle prossime ferie, sarà capitato a molti, che le vacanze tanto desiderate e tanto faticosamente raggiunte si siano rivelate una vera e propria delusione.

E’ facile, in questi casi, essere vittima del cosiddetto danno da vacanza rovinata che si verifica quando non si è potuto godere pienamente del viaggio come occasione di piacere, di svago o di riposo, ma anzi si è patito quel disagio psicofisico che si accompagna sempre alla mancata realizzazione in tutto o in parte del programma previsto. E ciò soprattutto oggi per la particolare importanza che si attribuisce alla ferie per i livelli di stress solitamente raggiunti nella nostra vita quotidiana. Si deve precisare che, per danno da vacanza rovinata, si deve intendere esclusivamente quel pregiudizio non patrimoniale, non fisico e temporaneo che è assimilabile al danno morale e nulla ha a che vedere con l’aspetto prettamente economico della vicenda.

Richieste di risarcimento danno, promosse dai consumatori in danno di organizzatori tour operator o agenzie viaggio, sono sempre più numerose e ciò grazie soprattutto alla promulgazione del Codice del Consumo che ha dato una precisa collocazione ed una disciplina unitaria alla materia. Uno degli aspetti di maggior rilievo assumo il modo di formazione del contratto che deve infatti essere redatto in forma scritta in termini chiari e precisi. Il contratto deve indicare le generalità, la sede, le aggiunte rispetto al programma base, nonché i termini per proporre reclamo in caso di disservizio o inadempimento. Il depliant è vincolante nel rappresentare il servizio offerto ed è fonte di obbligazione risarcitoria nel caso in cui non si sia goduto del pacchetto venduto esattamente come rappresentato nell’opuscolo informativo.

Così costituisce inadempimento qualitativo al contratto di viaggio concluso con agenzia turistica, la sistemazione dell'utente contraente in albergo di categoria inferiore, sprovvisto dei comfort promessi, rispetto a quello inizialmente pattuito. Il danno conseguente è risarcibile nella misura corrispondente alla differenza di prezzo per il periodo di pernottamento nonché in quella, equitativamente determinata, corrispondente al pregiudizio sofferto per la mancata fruizione dei comfort promessi (vacanza rovinata). Detta conclusione è stata motivata sulla base del fatto che si deve avere riguardo «alla particolare importanza che normalmente si attribuisce al godimento di un periodo di vacanza adeguato alle proprie aspettative», concludendosi nel senso che «il minor godimento della vacanza ed il disagio sopportati dal turista [...] danno luogo ad un danno assimilabile al morale ai sensi dell’art. 2059 c.c..

E bene però tenere presente che esistono dei termini entro i quali il consumatore può richiedere di essere risarcito dei danni patiti.

Per quanto riguarda il danno alla persona, il diritto al risarcimento si prescrive in tre anni dalla data di rientro del viaggiatore nel luogo di partenza, in caso di danni non alla persona il diritto si prescrive nel termine di un anno. Il turista è inoltre tenuto, ai sensi dell’art. 98 del Codice del Consumo, a sporgere reclamo senza ritardo per contestare ogni mancanza nell’esecuzione del contratto in modo che l’organizzatore o un suo rappresentante possano rimediare, senza ritardo. Il consumatore può altresì sporgere reclamo mediante l’invio di una raccomandata, con avviso di ricevimento, all’organizzatore o al venditore, entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data di rientro.

Buone Vacanze 2015 a tutti!


* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico


 
IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO PDF Stampa E-mail

L’art. 24 della nostra Costituzione stabilisce che : “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi [cfr. art. 113]. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.” La norma costituisce chiara espressione del principio di uguaglianza e riconosce a tutti la possibilità tutelare i propri diritti ricorrendo al Giudice. Il diritto alla difesa è un istituto fondamentale di ogni sistema democratico ed è ritenuto di tale importanza da essere annoverato tra i diritto inviolabili della persona analogamente alla diritto alla libertà personale, alla inviolabilità del domicilio, alla libertà religiosa, alla libertà di manifestazione del proprio pensiero. Al fine di rendere effettivo il diritto di essere rappresentati in giudizio, tanto per agire quanto per difendersi,  l’ordinamento ha previsto che la persona non abbiente possa richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato.
L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).
L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse. La stessa disciplina si applica anche nel processo amministrativo, contabile e tributario. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a €.11.369,24.
Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.
Tuttavia, qualora la controversia abbia ad oggetto diritti della personalità (diritto alla vita, all’onore, alla riservatezza, all’identità personale), oppure l’interesse del richiedente sia in conflitto con quello degli altri componenti della famiglia con lui conviventi non si applica il cumulo e si tiene conto del solo reddito personale dell’istante. Il patrocinio a spese dello Stato può essere richiesto: dai cittadini italiani; dagli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare; dagli apolidi (soggetto privo di cittadinanza); dagli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.
L'ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, ossia perde la causa di primo grado non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione.
La domanda di ammissione al patrocinio per le cause civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, competente rispetto al
luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo.
La domanda di ammissione in ambito penale si presenta presso l'ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo. Il patrocinio a spese dello Stato è escluso:
nei procedimenti penali per reati di evasione in materia di imposte; se il richiedente è assistito da più di un difensore (è ammesso invece, ora, nei procedimenti relativi a contravvenzioni) per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate dalla legge 24 luglio 2008, n. 125).

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
ABBONATI TELECOM ITALIA ATTENZIONE! PDF Stampa E-mail

Forse in molti non si saranno accorti delle modifiche introdotte dalla Telecom nelle prossime bollette, dal primo maggio 2015, come ormai è abbastanza noto, i marchi di linea fissa e mobile Telecom Italia e Tim, confluiranno in un solo brand, ovvero Tim. Scompare anche l'odiato canone, trasformato, come la maggior parte delle offerte degli altri operatori, in un'offerta “tutto compreso” che non necessariamente farà risparmiare ma soprattutto verrà modificata la fatturazione, che da bimestrale diventerà mensile. Quindi Attenzione alla bolletta mensile!

 

In relazione alle offerte coloro che avevano un piano telefonico senza internet, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto Voce”, che comprende chiamate illimitate verso mobili e fissi al costo di 29 Euro mensili. Nell'informativa di Telecom Italia però, solo a piè di pagina e scritto in caratteri minuscoli, è indicata l'opportunità di passare anche all'offerta “Voce”, con chiamate a fissi e cellulari nazionali a 10 cent/minuto con tariffazione a scatti anticipati a 60 secondi e con sconto del 50% oltre le 3 ore al mese per 19 Euro mensili.

Coloro che hanno invece un piano telefonico con connessione adsl flat, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto”, che comprende chiamate (verso mobili e fissi) ed adsl fino a 7 Mega illimitati al costo di 44,90 Euro al mese (per i clienti da più di 10 anni verrà a costare 29 Euro per i primi 12 mesi, per poi passare a 39 Euro). Coloro che invece hanno un piano telefonico con connessione in fibra ottica, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto Fibra”, che comprende chiamate e internet in fibra al costo di 44,90 Euro per i primi 12 mesi (che poi diventeranno 54,90 Euro).

Se eventualmente le nuove tariffe non si confanno più alle vostre esigenze, avete tempo fino al 31 maggio per: 1) modificare la tariffa che vi verrà applicata automaticamente; 2) recedere del tutto; 3) cambiare operatore; senza costi di disattivazione, inviando una comunicazione scritta a Telecom Italia SpA, Casella Postale 211- 14100 ASTI o al numero di fax 800 000 187, altrimenti il nuovo profilo (che vi é stato comunicato sull'ultima bolletta) verrà automaticamente attivato.

Si segnala, inoltre, che a partire dal 1° luglio 2015 tutti i clienti che hanno una linea attivata in data anteriore al 1° gennaio 2006 (quindi tutti coloro che hanno scelto Telecom Italia da più di 10 anni) potranno usufruire GRATUITAMENTE di un’assicurazione denominata TIM PROTEZIONE CASA che copre dai danni al contenuto della casa (mobili, oggetti personali, quadri, tappeti, elettrodomestici, ecc.) in caso di incendio, allagamento e fenomeno elettrico, nonché i danni arrecati a beni di terzi.

Invitiamo comunque tutti gli utenti a leggere dettagliatamente tutte le comunicazioni allegate alle prossime fatture.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
OCCHIO ALLE BOLLETTE! PDF Stampa E-mail

Quante volte, negli ultimi tempi, avrete avuto a che fare con una sgradita sorpresa che vi attendeva nella cassetta delle posta nascosta tra la pubblicità?

Quante volte il vostro sguardo si sarà posato incredulo su quelle cifre tanto elevate?

Stiamo ovviamente parlando della bolletta delle utenze domestiche.

Che si tratti di luce, acqua, gas, telefono, non è raro imbattersi in fatture che contengono importi maggiori, talvolta addirittura esorbitanti, rispetto ai consumi usuali ed effettivi. Può trattarsi di errore di fatturazione, di doppia fatturazione, di sostituzione del contatore, di contratti non sottoscritti.

Prima di mettere mano al portafogli, è bene ricordare che non tutti gli importi richiesti hanno una legittima fondatezza, non essendo sempre corrispondenti al reale utilizzo delle utenze.

Al di là dello “spavento” iniziale e della seguente immancabile esplosione di rabbia la prima cosa da fare è armarsi di pazienza e contattare il numero verde del gestore. Se la soluzione non arriva da questa via, per così dire breve, è assolutamente necessario contestare la fattura mediante l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzato all’Ufficio reclami, solitamente indicato nelle bollette o facilmente reperibile nei siti Internet la cui consultazione si rivela sempre utile anche per conoscere la Carta dei servizi, ove sono indicati i diritti e obblighi discendenti dal rapporto contrattuale. Se poi si è costretti ad andare oltre, perché l’importo l’impone e la vicenda non si è risolta in sede stragiudiziale conforta il fatto che numerose sentenze di merito hanno stabilito che in caso di contestazione della bolletta, non è al consumatore che spetta l’obbligo di dimostrare il corretto funzionamento dell’impianto, bensì al gestore. Non è cosa di poco conto da un punto di vista processuale.

Qualora il consumatore contesti gli importi riportati in bolletta (Giudice di Pace di Potenza, Sent. 579/1 2014) è la società erogatrice del servizio che deve dimostrare la correttezza dei conteggi effettuati. I consumi dell’utente, infatti, devono essere rilevati correttamente e non possono essere mai presunti. Ciò vale anche quando il cliente, pur contestando la bolletta, non chiede che venga effettuata una verifica sul contatore”. Detta in altre parole, a fronte delle contestazioni formulate dall’utente i consumi presunti indicati dal gestore non hanno alcun valore. E ciò per l’evidente ragione che il consumatore, non può essere penalizzato in sede di distribuzione dell’onere della prova, dovendo la contestazione a lui rivolta basarsi su dati correttamente ed effettivamente rilevati.

Già la Cassazione, in un passato ormai lontano aveva stabilito che: “l’utente conserva il relativo diritto di contestazione e il gestore è tenuto a dimostrare il corretto funzionamento del contatore centrale e la corrispondenza tra il dato fornito e quello trascritto nella bolletta” (Cass. 10313/2004).  È quindi opportuno, per il consumatore, informarsi circa le concrete possibilità offertegli dall’ordinamento in difesa dei suoi diritti, in modo da poter prontamente contrastare l’operato degli enti erogatori. In estrema sintesi, chiudete l’acqua, spegnete la luce, controllate il contatore, ma se occorre difendetevi con decisione!

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
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