Banche
Dal 4 Luglio 2017 estinzione automatica per tutti i libretti al portatore bancari e postali PDF Stampa E-mail

Il decreto legislativo 90/2017 di recepimento della IV direttiva europea sul risparmio sancisce la fine dei  libretti al portare bancari e postali dal prossimo 4 Luglio 2017; tale provvedimento rientra nelle misure restrittive adottate dall’UE  per prevenire il riciclaggio internazionale e il finanziamento al terrorismo, poiché tali titoli al portatore non garantiscono la tracciabilità del denaro.

COSA CAMBIA: dal giorno 4 Luglio 2017, quindi,  i libretti al portatore non potranno più essere emessi e quelli in circolazione dovranno essere estinti entro e non oltre il 31 dicembre 2017. Questo significa che se il consumatore in banca o alle poste a chiedere un libretto di risparmio dopo tale data vi sarà consentito di aprire solo un libretto di deposito nominativo e non invece un libretto anonimo, ossia al portatore che, appunto, diventerà vietato. Invece per chi già ha un libretto al portatore ha ancora più di un anno per andare in banca e trasferire i soldi su un conto corrente oppure chiedere il denaro contante.

 
Crisi banche: prorogato al 31 gennaio il termine per le domande di contributo agli obbligazionisti umbri PDF Stampa E-mail

E' stato prorogato al prossimo 31 gennaio 2017 il termine entro il quale tutti gli obbligazionisti delle banche in crisi (Banca dell'Etruria, Banca delle Marche, Carichieti e Cariferrara), residenti in Umbria, potranno presentare richiesta presso i nostri sportelli a Terni e a Perugia per ricevere un contributo forfettario, a fronte delle spese sostenute.

La Regione Umbria ha deciso di posticipare la scadenza al 31 gennaio 2017 per concedere il tempo necessario alle persone interessate di perfezionare e presentare la propria domanda.

Oltre la Lega Consumatori ci sono altre sette associazioni che hanno stipulato la convenzione con la Regione: presso gli sportelli di ACU Umbria - Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum Umbria; Adoc Regionale Umbria; Cittadinanzattiva; Confconsumatori – Federazione dell'Umbria; Movimento Consumatori dell'Umbria; Unione Nazionale Consumatori Comitato regionale Umbria i consumatori potranno presentare le proprie domande per i rimborsi.

Per individuare lo sportello della Lega Consumatori più vicino, cliccare qui.

Inoltre tutte le informazioni sono pubblicate sul sito della Giunta regionale, alla voce "Tutela dei consumatori – Sportelli Associazioni".

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 

 
Crisi banche: convenzione tra regione e associazioni consumatori per aiuti agli obbligazionisti danneggiati PDF Stampa E-mail

Entro il prossimo 16 gennaio 2017, tutti gli obbligazionisti delle banche in crisi (Banca dell’Etruria, Banca delle Marche, Carichieti e Cariferrara), potranno presentare richiesta ad otto Associazioni dei consumatori e utenti iscritte nel registro regionale  per ricevere un contributo forfettario, a fronte delle spese sostenute.

E’ quanto prevede la convenzione sottoscritta tra la Regione dell’Umbria e la nostra associazione insieme a  ACU Umbria – Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum Umbria; Adoc Regionale Umbria; Cittadinanzattiva; Confconsumatori – Federazione dell’Umbria; Movimento Consumatori dell’Umbria; Unione Nazionale Consumatori Comitato regionale Umbria, individuando l’ACU quale “associazione capofila”.

“Con la Legge Regionale 3 dell’8 aprile 2016, – ha affermato l’assessore regionale Antonio Bartolini – la Giunta regionale era stata autorizzata a destinare, per l’anno 2016, 100.000 euro per contributi a sostegno dell’assistenza legale alle persone fisiche residenti in Umbria che detenevano alla data del 23 novembre 2015 obbligazioni emesse dagli istituti bancari interessati. E proprio per dare la migliore attuazione a questa decisione, snellendo al massimo incombenze e passaggi burocratici, la Giunta regionale ha deciso di coinvolgere tutte le Associazioni dei consumatori ed utenti della nostra regione interessate a collaborare con la Regione Umbria.  L’adesione delle otto associazioni consente dunque di attivare la procedura amministrativa. Il ruolo delle associazioni ora – ha sottolineato Bartolini – dovrà essere quello di raccogliere le istanze dei consumatori e svolgere la preistruttoria, mentre spetterà all’istituto bancario dell’associazione individuata quale “capofila” provvedere, sulla base della lista dei beneficiari approvata dalla Regione, ad erogare il contributo agli obbligazionisti che ne hanno diritto”.

Tutte le informazioni sono pubblicate nel sito istituzionale della Giunta regionale, alla voce “Tutela dei consumatori – Sportelli Associazioni” ed inoltre,  si possono contattare i nostri operatori al numero 0744/407648.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 
Anatocismo:come recuperare gli interessi PDF Stampa E-mail

Prima di analizzare la procedura per il recupero degli interessi è bene ricordare cos'è L’ANATOCISMO.

ESEMPIO: ho un affidamento a inizio anno di 100mila euro al tasso di interesse del 5% annuo da pagare ogni tre mesi. Senza anatocismo ogni trimestre maturerò sempre un fisso di 1.250 euro di interessi (100.000 X 5 X 3 : 1200). In presenza di anatocismo, invece, soltanto il primo trimestre maturerò 1.250 euro mentre nel secondo maturerò 1.266 euro (101.250X5X3:1200) nel terzo trimestre 1.281 euro (102.516X5X3:1200) e così via.

Il fatto però che la giurisprudenza abbia dichiarato illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi (per l'assenza di un uso normativo atto a legittimarla), non significa che va ritenuta invece lecita la capitalizzazione annuale.

Insomma, così come non esistono usi dai quali si possa ritenere valido l'anatocismo applicato una volta ogni tre mesi, non ne esistono neanche con riferimento a quello applicato una volta all'anno. Una deduzione certo strumentale, su cui hanno fatto leva, per tutti questi anni, le banche.

Deve pertanto ritenersi - e qui il passaggio chiave della sentenza - che la capitalizzazione annuale degli interessi sia un uso illegittimamente applicato: non rileva, infatti, l'arco temporale in relazione al quale viene effettuata la capitalizzazione.

 

COSA FARE? Prima di imbarcarsi in una causa costosa, è opportuno affidarsi a un professionista serio che effettui i conteggi sugli estratti conto e, valutata anche l'eventuale prescrizione, verifichi le somme a cui, eventualmente, il cliente abbia diritto alla restituzione.

Per piccoli importi potrebbe essere non conveniente intraprendere una causa: e questo perché, oltre all'avvocato e al contributo unificato, potrebbero scattare i costi della perizia tecnica d'ufficio, salvo che il giudice ritenga di addebitarne l'acconto alla banca.

 

IL RICORSO ALL’ABF. In ogni caso, c'è sempre la possibilità di affidarsi all'Arbitro Bancario Finanziario, che certo non è organo terzo come il giudice, ma il ricorso presentato dal cittadino garantisce celerità, economicità e facilità di accesso: ricorso che, ricordiamolo, è possibile solo dopo aver fatto reclamo alla banca o alla finanziaria e aver ricevuto una risposta non soddisfacente oppure non aver ricevuto risposta dopo 30 giorni dal reclamo (l'Arbitro, però, deve essere interpellato entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo, altrimenti bisogna ricominciare la procedura da capo).

 

COSA CHIEDERE AL GIUDICE. Chi intende intraprendere la causa contro l'anatocismo, dovrà: - chiedere al tribunale che venga ricalcolata la misura degli interessi dal momento dell'apertura del conto corrente o della stipula del contratto di finanziamento anche attraverso una CTU (consulenza tecnica d'ufficio). In tal caso il magistrato riconosce, di norma, al consulente da questi incaricato, il diritto a ottenere un anticipo sull'onorario, che viene posto a carico di chi ne propone istanza (ossia su colui che solleva l'eccezione che, in questo caso, è il cliente);

- chiedere che venga dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi;

- proporre l'azione di ripetizione dell'indebito attraverso cui può domandare la restituzione delle somme che gli sono state illegittimamente addebitate a titolo di interessi anatocistici.

 

 

I DOCUMENTI NECESSARI. Chi intende procedere con la causa contro la banca dovrà recuperare:

- il contratto di conto corrente o di apertura credito da cui sia possibile individuare il tasso di interesse concordato tra le parti e applicato dalla banca; o, in alternativa, il contratto di finanziamento da cui possa evincersi il calcolo di interessi passivi (per es.: un mutuo o un leasing magari con addebito di interessi in conto corrente);

- il foglio informativo, cioè il documento disponibile presso ogni filiale della banca che espone le caratteristiche e le informazioni di un determinato prodotto bancario;

- il documento di sintesi, cioè il documento che contiene le condizioni economiche pubblicizzate nel foglio informativo relativo all'operazione bancaria;

- le scritture contabili collegate al contratto cioè gli estratti conto e la documentazione contabile.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 
È FINITO LO STRAPOTERE DELLE BANCHE? PDF Stampa E-mail

A partire dal 1 gennaio 2014 le Banche non possono più applicare gli interessi sugli interessi già maturati sul capitale. La legge di stabilità 2014 (L. n° 147/2013) ha, infatti, introdotto il divieto di anatocismo, parola complicata di cui sicuramente avrete sentito parlare che altro non indica se non l’interesse calcolato sull’interesse o interesse composto, secondo il gergo in uso nelle banche. La legge, che ha modificato l’art. 120, comma 2 del Testo Unico Bancario, ha stabilito le modalità per il calcolo degli interessi prevedendo che nelle operazioni di conto corrente deve essere assicurata alla clientela la medesima periodicità di conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, stabilendo altresì che gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori ma devono essere calcolati esclusivamente sul capitale.

Anche se l’effettiva portata della norma dovrà essere misurata nella concreta applicazione pratica, in molti hanno già sollevato qualche perplessità sia per la sua formulazione, non priva di contraddizioni, sia per la scelta del soggetto chiamato a definire le modalità e i criteri di produzione degli interessi, ossia il CICR, Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, nondimeno la norma riveste grande importanza perché tutela i clienti dalle pratiche cosiddette anatocistiche ponendo una parola definitiva in termini di inequivocabile illegalità.

In questa direzione merita di essere segnalata anche la sentenza n° 350 del 2013, con la quale la Corte di Cassazione ha stabilito che quando il tasso di mora, le penali, le spese varie complessivamnete considerate superano il tasso soglia , stabilito dalla legge antiusura L. 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati consentendo la possibilità di ottenere la restituzione di tutte le somme versate a titolo di interessi in applicazione dell’art. 1815 c.c. ai sensi de quale “se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La questione ovviamente non riguarda solo i mutui ma tutti i contratti di finanziamento quali cessioni del quinto dello stipendio o della pensione, leasing per autoveicoli, immobiliari compresa l’apertura di credito in conto corrente che ha finalità assimilabili al mutuo.

Ogni trimestre la Banca d’Italia pubblica i tassi medi di finanziamento per la definizione del tasso usura. Ad esempio nel periodo che va dal 1 gennaio 2014 al 31 marzo 2014 il tasso soglia su base annua, che è diverso per ogni categoria di operazione, per i mutui a tasso fisso è pari a 10,3875, mentre per la cessione del quinto è pari a 11,46 per finanziamenti fino a € 5.000,00 e 11,35 oltre i 5.000,00 euro.

E bene precisare che anatocismo e usura sono cose giuridicamente molto diverse: il primo è un illecito di natura civile cui consegue un obbligo di restituzione e di risarcimento del danno subito, ove se ne fornisca la prova, mentre l’usura è un reato punito dal c.p. 644.con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000,00 a euro 30.000,00.

Attenzione dunque! Controllate con cura i vostri estratti conto bancari gli errori e possibili abusi sono dietro l’angolo. Alla luce della normativa vigente non è difficile riuscire ad opporsi alla propria banca e fare valere le proprie ragioni soprattutto nei casi di mora e ritardati pagamenti situazioni nelle quali più facilmente le spese escono dal controllo del cliente.

Buona lettura del codice civile a tutti!

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

 
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