Saldi 2009: come regolarsi PDF Stampa E-mail

In tutte le città della nostra penisola sono già cominciati o stanno per iniziare a breve i saldi invernali, i cui periodi vengono stabiliti dalle singole Regioni che poi di fatto delegano i Comuni in base alla riforma attuata dal decreto legislativo n. 114/1998.

In Umbria le vendite scontate di fine stagione partono ufficialmente dal 7 gennaio per la fase post-natalizia e dal 7 luglio per la fase estiva, tenendo impegnati i consumatori, come previsto dal Regolamento regionale, per una durata di sessanta giorni. Come annunciato dall’assessore regionale al Commercio, Mario Giovannetti, ''i giorni dell'avvio delle vendite di fine stagione sono state stabilite tenendo conto delle nuove proposte di data formulate dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative. I periodi scelti, sia per la fase invernale che estiva, sono opportuni anche rispetto alle decisioni di altre Regioni confinanti, in particolare Marche, Toscana e Lazio, favorendo una contemporaneità di offerte per le scelte dei consumatori ''.

Come ogni anno, con l’inizio delle svendite di fine stagione, ricomincia la guerra dei numeri tra chi prevede un insuccesso

prevedepr nelle vendite e chi crede in un positivo svolgimento del consumo post-natalizio. Quello che è certo è che, per il momento, la partenza dei saldi sembra buona, soprattutto alla luce di un Natale di crisi che ha visto diminuire mediamente le vendite del 20%. Fare previsioni su come andranno i saldi non è facile, quello che certo è che l’ultima parola spetterà ai consumatori.

 

Per tutelare i consumatori, indirizzandoli verso degli acquisti consapevoli, si posso determinare una serie di consigli utili da seguire. È fondamentale innanzitutto ricordare come, durante il periodo dei saldi, circoli molta merce scadente vista la forte domanda dei consumatori.

La Lega Consumatori consiglia pertanto di:

 

  • preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
  • diffidare di chi apre un saldo dopo una vendita promozionale;
  • per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
  • non comprare capi d’abbigliamento che non hanno l’etichetta di composizione e preferire quelli che hanno anche l’etichetta di manutenzione, ovvero le istruzioni per il lavaggio o pulitura, che è un riscontro affidabile di quella di composizione;
  • preferire i prodotti di marca nota, che nel settore dell’abbigliamento danno più affidamento, ma fare attenzione alla veridicità del marchio esposto, poiché vi sono marchi che imitano nelle fattezze o in qualche elemento quelli più noti;
  • controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, se è venduto a prezzi stracciati e se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.

 

Inoltre, è utile sapere che i negozianti sono responsabili del difetto del prodotto ai sensi dell’articolo 132 del Codice del consumo (D. Lvo n. 206/2005), che sia in saldo o che non lo sia, e sono quindi tenuti a sostituire il prodotto o rimborsare il prezzo ai sensi dell’articolo 130 dello stesso Codice, se c’è difetto grave e non riparabile. Possono, inoltre, modificare l’operazione di cassa anche nei giorni successivi, in quanto il registratore ha il tasto per evidenziare sullo scontrino “eventuali rimborsi per restituzione di vendite”, come ha previsto l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del ministero delle Finanze del 5 giugno 1992.

Contrariamente a quanto pensano molti consumatori e sulla scia dei reclami che si registrano ogni anno da parte dei cittadini che lamentano che in molti negozi non tutti i prodotti sono scontati, ma alcuni vengono venduti a prezzo pieno, Lega Consumatori precisa che i saldi non riguardano necessariamente tutta la merce del negozio. In base all’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 i saldi riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di naturale deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. Da ciò si evince che le svendite possono essere anche “parziali”, nel senso che il negoziante ha piena facoltà nel decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio, osservando comunque le regole per quelli esposti a saldo, che dovranno essere tenuti separati e ben individuabili rispetto alla merce di prezzo normale e dovranno indicare sul cartello la percentuale di sconto sul prezzo normale di vendita, che deve essere comunque esposto. Le stesse vendite promozionali possono essere effettuate per tutti o solo una parte dei prodotti merceologici, mentre le vendite di liquidazione devono riguardare tutte le merci e non solo una parte.

Se invece vi rendeste conto di essere stati addirittura raggirati, potete rivolgervi direttamente ai vigili Urbani e all’Ufficio Comunale per il commercio.