Facebook, i social network e l’illusione della privacy PDF Stampa E-mail

Crescono i numeri di Facebook, il noto social network ha oramai toccato i 140 milioni di utenti in tutto il mondo (solo in Italia negli ultimi cinque mesi è passato da 572 mila utenti a quasi 5 milioni, +763%). Facebook come tutti gli altri social network è un modo divertente per far conoscenza con nuove persone, ritrovare vecchie conoscenze, discutere e scambiarsi idee.

Data la popolarità di questi social network, nell’opinione pubblica si continua a discutere sul problema privacy, sui rischi legati alla protezione dei dati personali da parte di Facebook in primis, ma anche degli altri (MySpace, Netlog, Hi5 e Friendster, ecc.). Non tutti sanno, soprattutto i più giovani, che sono molti i rischi legati alla privacy di Facebook e degli altri social network: in primo luogo, il diritto all'oblio non è garantito, perché non sempre viene consentito agli interessati un rapido e facile diritto di accesso e rettifica dei dati. In secondo luogo, Facebook conserva nei server i dati personali dell'utente anche dopo essere stati cancellati. In terzo luogo, i furti d'identità: molte persone si spacciano per altre e su questo non c'è nessun tipo di verifica.

Proprio per i motivi sopracitati, ad ottobre, i social network sono finiti nel mirino della conferenza dei Garanti della privacy riunitisi a Strasburgo. Le autorità hanno approvato una risoluzione in cui vengono stabilite le prime regole per i social network, che dovranno rendere inaccessibili ai motori di ricerca tutti i dati sensibili dei propri utenti a meno che il loro consenso non sia chiaramente espresso; i provider dovranno informare meglio gli utenti sui rischi che corrono diffondendo i propri dati personali e limitare l'accesso ai profili degli utenti, in modo che essi siano visibili a tutti solo in parte, e per intero solo a chi è iscritto allo stesso social network.

Lega Consumatori propone alcune istruzioni per l’uso dei social network:

  1. mai comunicare dati personali quali indirizzo, numero di telefono e proprie abitudini nelle conversazioni, poiché nessun sistema informatico garantisce la protezione dei propri dati personali.;
  2. utilizzare sempre uno pseudonimo per non mettere in rete, a disposizione di chiunque, le proprie informazioni private;
  3. avere la consapevolezza che nei social network e negli instant messenger tutto ciò che si comunica può essere carpito da male intenzionati;
  4. l'accesso ai social network è permesso solo ai maggiori di 13 anni, ma tale norma può essere aggirata con false dichiarazioni per cui è necessaria quindi la vigilanza dei genitori;
  5. non esiste un controllo sui minori da parte del computer e dei software, per cui, questo può essere fatto solo dagli educatori e dalle famiglie in modo diretto, oppure attraverso dei software specifici, che assumono carattere intrusivo nei confronti dei giovani;
  6. educare il minore, trasmettendogli il concetto che l'utilizzo del personal computer non aumenta la sicurezza, ma invece amplifica a dismisura la diffusione dei propri dati sensibili;
  7. le norme indicate per l'iscrizione non garantiscono completamente la privacy, ma è comunque indispensabile leggerle prima dell'iscrizione al social network.