Lega Consumatori Umbria
Le nuove liti tra consumatori si gestiscono fuori dai tribunali e senza avvocati PDF Stampa E-mail

Procedure di conciliazione semplificate per le controversie dei consumatori nei confronti di  professionisti e imprese, risolvibili anche in via telematica e senza avvocato rivolgendosi agli ADR (Alternative Dispute Resolution), organismi istituiti su base permanente ed iscritti ad apposito elenco (articolo 141-decies Dlgs 206/2005). Le nuove norme, contenute nel Dlgs 130/2015 che recepisce le direttive europee sulla risoluzione alternativa delle controversie, sono in vigore dal 3 settembre.

Di fatto, viene riscritto l’articolo 141 del Codice del Consumo (il Dlgs 206/2005). La nuova disciplina riguarda controversie nazionali o all’interno dell’Unione Europea: si tratta di una procedura volontaria, che non preclude la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria ma ha il preciso obiettivo di «agevolare una soluzione amichevole», senza intaccare le altre normative, che prevedono in casi specifici l’obbligatorietà di conciliazione extragiudiziale.

Le procedure ADR possono comprendere controversie nei settori di competenza di Autorità per l’Energia Elettrica, Banca d’Italia, Consob (organismo di controllo della Borsa), Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Non si applicano, invece, a procedure presso sistemi di trattamento dei reclami dei consumatori gestiti internamente, servizi non economici d’interesse generale, controversie fra imprese, negoziazione diretta tra consumatore e impresa, tentativi di conciliazione nel corso di un procedimento giudiziario, procedure avviate da un professionista nei confronti di un consumatore, servizi di assistenza sanitaria, organismi pubblici di istruzione superiore o di formazione continua.

Tendenzialmente, l’organismo non può rifiutare una domanda di mediazione a meno che non sussista uno dei motivi precisamente elencati dalla legge. Nel caso in cui la domanda venga rifiutata, entro 21 giorni l’ADR deve presentare alle parti una spiegazione motivata. Le parti possono accedere alle procedure di conciliazione senza assistenza legale (si tratta di un’opzione, resta anche il diritto di farsi assistente da una parte terza). La conciliazione deve essere gratuita o comunque poco costosa, e concludersi entro 90 giorni (l’organismo ADR può, in casi particolarmente complessi, disporre una proroga di 90 giorni). Le parti possono ritirarsi dalla procedura in qualsiasi momento.

La norma prevede una serie di obblighi di trasparenza per gli organismi ADR, che sono tenuti ad esempio: a mantenere un sito web aggiornato che consenta la presentazione della domanda e della documentazione eventualmente necessaria sia in via telematica sia con altre modalità; al continuo aggiornamento alle parti; alla tutela della privacy. Inoltre, sono previste una serie di norme a tutela della competenza e imparzialità degli organismi ADR. Per diventare un organismo ADR bisogna presentare domanda all’autorità competente di riferimento (ministeri Giustizia, Sviluppo Economico, Consob, Authority Energia, Autority Comunicazioni, Banca d’Italia), seguendo le procedure previste dalla legge.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 
Anatocismo:come recuperare gli interessi PDF Stampa E-mail

Prima di analizzare la procedura per il recupero degli interessi è bene ricordare cos'è L’ANATOCISMO.

ESEMPIO: ho un affidamento a inizio anno di 100mila euro al tasso di interesse del 5% annuo da pagare ogni tre mesi. Senza anatocismo ogni trimestre maturerò sempre un fisso di 1.250 euro di interessi (100.000 X 5 X 3 : 1200). In presenza di anatocismo, invece, soltanto il primo trimestre maturerò 1.250 euro mentre nel secondo maturerò 1.266 euro (101.250X5X3:1200) nel terzo trimestre 1.281 euro (102.516X5X3:1200) e così via.

Il fatto però che la giurisprudenza abbia dichiarato illegittima la capitalizzazione trimestrale degli interessi (per l'assenza di un uso normativo atto a legittimarla), non significa che va ritenuta invece lecita la capitalizzazione annuale.

Insomma, così come non esistono usi dai quali si possa ritenere valido l'anatocismo applicato una volta ogni tre mesi, non ne esistono neanche con riferimento a quello applicato una volta all'anno. Una deduzione certo strumentale, su cui hanno fatto leva, per tutti questi anni, le banche.

Deve pertanto ritenersi - e qui il passaggio chiave della sentenza - che la capitalizzazione annuale degli interessi sia un uso illegittimamente applicato: non rileva, infatti, l'arco temporale in relazione al quale viene effettuata la capitalizzazione.

 

COSA FARE? Prima di imbarcarsi in una causa costosa, è opportuno affidarsi a un professionista serio che effettui i conteggi sugli estratti conto e, valutata anche l'eventuale prescrizione, verifichi le somme a cui, eventualmente, il cliente abbia diritto alla restituzione.

Per piccoli importi potrebbe essere non conveniente intraprendere una causa: e questo perché, oltre all'avvocato e al contributo unificato, potrebbero scattare i costi della perizia tecnica d'ufficio, salvo che il giudice ritenga di addebitarne l'acconto alla banca.

 

IL RICORSO ALL’ABF. In ogni caso, c'è sempre la possibilità di affidarsi all'Arbitro Bancario Finanziario, che certo non è organo terzo come il giudice, ma il ricorso presentato dal cittadino garantisce celerità, economicità e facilità di accesso: ricorso che, ricordiamolo, è possibile solo dopo aver fatto reclamo alla banca o alla finanziaria e aver ricevuto una risposta non soddisfacente oppure non aver ricevuto risposta dopo 30 giorni dal reclamo (l'Arbitro, però, deve essere interpellato entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo, altrimenti bisogna ricominciare la procedura da capo).

 

COSA CHIEDERE AL GIUDICE. Chi intende intraprendere la causa contro l'anatocismo, dovrà: - chiedere al tribunale che venga ricalcolata la misura degli interessi dal momento dell'apertura del conto corrente o della stipula del contratto di finanziamento anche attraverso una CTU (consulenza tecnica d'ufficio). In tal caso il magistrato riconosce, di norma, al consulente da questi incaricato, il diritto a ottenere un anticipo sull'onorario, che viene posto a carico di chi ne propone istanza (ossia su colui che solleva l'eccezione che, in questo caso, è il cliente);

- chiedere che venga dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi;

- proporre l'azione di ripetizione dell'indebito attraverso cui può domandare la restituzione delle somme che gli sono state illegittimamente addebitate a titolo di interessi anatocistici.

 

 

I DOCUMENTI NECESSARI. Chi intende procedere con la causa contro la banca dovrà recuperare:

- il contratto di conto corrente o di apertura credito da cui sia possibile individuare il tasso di interesse concordato tra le parti e applicato dalla banca; o, in alternativa, il contratto di finanziamento da cui possa evincersi il calcolo di interessi passivi (per es.: un mutuo o un leasing magari con addebito di interessi in conto corrente);

- il foglio informativo, cioè il documento disponibile presso ogni filiale della banca che espone le caratteristiche e le informazioni di un determinato prodotto bancario;

- il documento di sintesi, cioè il documento che contiene le condizioni economiche pubblicizzate nel foglio informativo relativo all'operazione bancaria;

- le scritture contabili collegate al contratto cioè gli estratti conto e la documentazione contabile.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 
* VACANZE SICURE ESTATE 2015 * PDF Stampa E-mail

In attesa delle prossime ferie, sarà capitato a molti, che le vacanze tanto desiderate e tanto faticosamente raggiunte si siano rivelate una vera e propria delusione.

E’ facile, in questi casi, essere vittima del cosiddetto danno da vacanza rovinata che si verifica quando non si è potuto godere pienamente del viaggio come occasione di piacere, di svago o di riposo, ma anzi si è patito quel disagio psicofisico che si accompagna sempre alla mancata realizzazione in tutto o in parte del programma previsto. E ciò soprattutto oggi per la particolare importanza che si attribuisce alla ferie per i livelli di stress solitamente raggiunti nella nostra vita quotidiana. Si deve precisare che, per danno da vacanza rovinata, si deve intendere esclusivamente quel pregiudizio non patrimoniale, non fisico e temporaneo che è assimilabile al danno morale e nulla ha a che vedere con l’aspetto prettamente economico della vicenda.

Richieste di risarcimento danno, promosse dai consumatori in danno di organizzatori tour operator o agenzie viaggio, sono sempre più numerose e ciò grazie soprattutto alla promulgazione del Codice del Consumo che ha dato una precisa collocazione ed una disciplina unitaria alla materia. Uno degli aspetti di maggior rilievo assumo il modo di formazione del contratto che deve infatti essere redatto in forma scritta in termini chiari e precisi. Il contratto deve indicare le generalità, la sede, le aggiunte rispetto al programma base, nonché i termini per proporre reclamo in caso di disservizio o inadempimento. Il depliant è vincolante nel rappresentare il servizio offerto ed è fonte di obbligazione risarcitoria nel caso in cui non si sia goduto del pacchetto venduto esattamente come rappresentato nell’opuscolo informativo.

Così costituisce inadempimento qualitativo al contratto di viaggio concluso con agenzia turistica, la sistemazione dell'utente contraente in albergo di categoria inferiore, sprovvisto dei comfort promessi, rispetto a quello inizialmente pattuito. Il danno conseguente è risarcibile nella misura corrispondente alla differenza di prezzo per il periodo di pernottamento nonché in quella, equitativamente determinata, corrispondente al pregiudizio sofferto per la mancata fruizione dei comfort promessi (vacanza rovinata). Detta conclusione è stata motivata sulla base del fatto che si deve avere riguardo «alla particolare importanza che normalmente si attribuisce al godimento di un periodo di vacanza adeguato alle proprie aspettative», concludendosi nel senso che «il minor godimento della vacanza ed il disagio sopportati dal turista [...] danno luogo ad un danno assimilabile al morale ai sensi dell’art. 2059 c.c..

E bene però tenere presente che esistono dei termini entro i quali il consumatore può richiedere di essere risarcito dei danni patiti.

Per quanto riguarda il danno alla persona, il diritto al risarcimento si prescrive in tre anni dalla data di rientro del viaggiatore nel luogo di partenza, in caso di danni non alla persona il diritto si prescrive nel termine di un anno. Il turista è inoltre tenuto, ai sensi dell’art. 98 del Codice del Consumo, a sporgere reclamo senza ritardo per contestare ogni mancanza nell’esecuzione del contratto in modo che l’organizzatore o un suo rappresentante possano rimediare, senza ritardo. Il consumatore può altresì sporgere reclamo mediante l’invio di una raccomandata, con avviso di ricevimento, all’organizzatore o al venditore, entro e non oltre dieci giorni lavorativi dalla data di rientro.

Buone Vacanze 2015 a tutti!


* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico


 
APERTE QUATTRO ISTRUTTORIE SU ACEA, EDISON, ENEL ED EN PDF Stampa E-mail

Si rende noto, come da comunicato stampa del 13 Luglio 2015, che l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato quattro procedimenti istruttori nei confronti delle società per azioni Acea Energia, Edison Energia, Enel Energia , Enel Servizio Elettrico ed Eni.
A fronte di numerosi reclami e segnalazioni, ricevute anche da diverse associazioni dei consumatori, l’indagine è volta ad accertare eventuali violazioni del Codice del Consumo in merito a varie condotte degli operatori: la fatturazione basata su consumi presunti; la mancata considerazione delle autoletture; la fatturazione a conguaglio di importi significativi, anche a seguito di conguagli pluriennali; la mancata registrazione dei pagamenti effettuati, con conseguente messa in mora dei clienti fino talvolta al distacco; nonché il mancato rimborso dei crediti maturati dai consumatori.
Nell’ambito di queste istruttorie, i funzionari dell’Antitrust hanno svolto ispezioni nelle sedi delle società interessate dal procedimento a Roma, Milano e San Donato Milanese, con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico



 
ABBONATI TELECOM ITALIA ATTENZIONE! PDF Stampa E-mail

Forse in molti non si saranno accorti delle modifiche introdotte dalla Telecom nelle prossime bollette, dal primo maggio 2015, come ormai è abbastanza noto, i marchi di linea fissa e mobile Telecom Italia e Tim, confluiranno in un solo brand, ovvero Tim. Scompare anche l'odiato canone, trasformato, come la maggior parte delle offerte degli altri operatori, in un'offerta “tutto compreso” che non necessariamente farà risparmiare ma soprattutto verrà modificata la fatturazione, che da bimestrale diventerà mensile. Quindi Attenzione alla bolletta mensile!

 

In relazione alle offerte coloro che avevano un piano telefonico senza internet, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto Voce”, che comprende chiamate illimitate verso mobili e fissi al costo di 29 Euro mensili. Nell'informativa di Telecom Italia però, solo a piè di pagina e scritto in caratteri minuscoli, è indicata l'opportunità di passare anche all'offerta “Voce”, con chiamate a fissi e cellulari nazionali a 10 cent/minuto con tariffazione a scatti anticipati a 60 secondi e con sconto del 50% oltre le 3 ore al mese per 19 Euro mensili.

Coloro che hanno invece un piano telefonico con connessione adsl flat, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto”, che comprende chiamate (verso mobili e fissi) ed adsl fino a 7 Mega illimitati al costo di 44,90 Euro al mese (per i clienti da più di 10 anni verrà a costare 29 Euro per i primi 12 mesi, per poi passare a 39 Euro). Coloro che invece hanno un piano telefonico con connessione in fibra ottica, passeranno automaticamente alla tariffa “Tutto Fibra”, che comprende chiamate e internet in fibra al costo di 44,90 Euro per i primi 12 mesi (che poi diventeranno 54,90 Euro).

Se eventualmente le nuove tariffe non si confanno più alle vostre esigenze, avete tempo fino al 31 maggio per: 1) modificare la tariffa che vi verrà applicata automaticamente; 2) recedere del tutto; 3) cambiare operatore; senza costi di disattivazione, inviando una comunicazione scritta a Telecom Italia SpA, Casella Postale 211- 14100 ASTI o al numero di fax 800 000 187, altrimenti il nuovo profilo (che vi é stato comunicato sull'ultima bolletta) verrà automaticamente attivato.

Si segnala, inoltre, che a partire dal 1° luglio 2015 tutti i clienti che hanno una linea attivata in data anteriore al 1° gennaio 2006 (quindi tutti coloro che hanno scelto Telecom Italia da più di 10 anni) potranno usufruire GRATUITAMENTE di un’assicurazione denominata TIM PROTEZIONE CASA che copre dai danni al contenuto della casa (mobili, oggetti personali, quadri, tappeti, elettrodomestici, ecc.) in caso di incendio, allagamento e fenomeno elettrico, nonché i danni arrecati a beni di terzi.

Invitiamo comunque tutti gli utenti a leggere dettagliatamente tutte le comunicazioni allegate alle prossime fatture.

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 
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