Lega Consumatori Umbria
Lega Consumatori informa: installazione delle termovalvole nei condomini. PDF Stampa E-mail

Dallo scorso 30 giugno tre milioni di condomini italiani con riscaldamento centralizzato si sono messi in regola installando le termovalvole sui termosifoni di tutti gli appartamenti. Fino a tale data si era stimato che solo il 70% circa degli edifici in città fosse in regola con l’obbligo, fatto slittare di 6 mesi rispetto all’originale scadenza di dicembre 2016 con il Decreto Milleproroghe.

 

CHI DEVE INSTALLARLI – Il Mise conferma che la scadenza del 30 giugno 2017 è tassativa: entro quella data i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione dovranno essere installati in tutti i condomini e gli edifici polifunzionali che hanno l’impianto centralizzato, a colonne montanti o ad anello, o riforniti da una rete di teleriscaldamento. È tenuto all’installazione di contabilizzatori diretti anche il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano che ha modificato l’impianto condominiale a colonne montanti, passando dai radiatori ai pavimenti radianti. Resta escluso chi ha il riscaldamento autonomo.

 

A COSA SERVONO – Il loro funzionamento è piuttosto semplice, ma oltremodo efficace: in base al livello impostato (generalmente da 0 a 5) e grazie a dei sensori, aumentano, oppure diminuiscono, l’afflusso di liquido nel radiatore, regolando così la temperatura dell’ambiente domestico, evitando sprechi e dispersione di calore negli impianti centralizzati dei condomini. Sono inoltre in grado di rendere più omogenea la distribuzione dello stesso, nel caso di edifici multipiano dove, come capita spesso, ai piani più alti vi è un ritardo nel raggiungimento della condizione di comfort.

 

COSTI E SANZIONI – Se gli impianti più vecchi richiedono anche interventi sulla caldaia, in quelli più moderni, in genere, il costo si aggira intorno a 120 euro per ogni termosifone installato. Si tratta di cifre che rientrano nelle detrazioni fiscali per gli interventi finalizzati al risparmio energetico e che risultano sicuramente più soft delle sanzioni: da 500 a 2500 euro, in base alla regione, oltre all’obbligo di mettersi in regola. Il risparmio per chi ha già provveduto all’installazione delle termovalvole, invece, corrisponde in media al 20% del totale della spesa relativa al consumo di gas, pari a quasi 150 euro a nucleo familiare.

 

ESENZIONI – Il Mise ha precisato che qualora sussista un’impossibilità tecnica all’installazione di sottocontatori o una inefficienza in termini di costi e una sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali è possibile non adempiere a tale obbligo. Tale impossibilità o inefficienza deve essere documentata tramite apposita relazione tecnica (che può fare riferimento alla UNI EN 15459) di un progettista o un tecnico abilitato.

 

Se poi dovesse sussistere un impedimento anche per l’installazione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore da installare in corrispondenza a ciascun corpo scaldante deve essere prodotta una ulteriore relazione tecnica di un progettista o un tecnico abilitato con specifico riferimento alla UNI EN 15459.

 

Gli esperti della Lega Consumatori rimangono a disposizione dei soci per poter fornire ulteriori informazioni a riguardo.

 

 

 
Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funziona PDF Stampa E-mail

Una nuova truffa rischia di mietere nuove vittime tra gli italiani, spesso anziani, che in buona fede o per distrazione non prestano molta attenzione e si ritrovano abbonati a sorpresa a nuovi servizi di energia elettrica e gas senza mai averne fatto richiesta.

Si tratta della cosidetta “truffa del POD”, con inconsapevoli utenti che vengono raggirati per telefono o addirittura sul pianerottolo di casa, allettati dall’ipotesi di poter risparmiare sulle bollette: ecco come funziona la truffa e come fare per evitare brutte sorprese.

COME FUNZIONA – POD e PDR sono rispettivamente i codici identificativi dell’utenza di luce o gas, solitamente riportati nella parte superiore della bolletta. Insieme ai dati personali dell’utente, sono proprio questi codici a consentire ai truffatori di intestare sul filo della legge al cittadino ignaro nuove tipologie di contratto o, addirittura, a permettere il cambio di gestore. Approfittando della buona fede degli utenti meno accorti, i malfattori tenteranno quindi di carpire questi dati per truffarli. Come? Ci sono due modi: al telefono, attraverso un call center, o letteralmente sul pianerottolo di casa.

AL TELEFONO – La vittima prescelta del raggiro viene contattata telefonicamente da un call center che, a nome di un generico “principale gestore italiano di luce (o gas)”, ha bisogno di un chiarimento sui dati dell’utente e sui suoi codici identificativi. Il motivo? L’utente, sempre secondo l’addetto al call center, “paga troppo”. Da qui la richiesta: “Se mi fornisce il codice facciamo un controllo, rimettiamo a posto le cose e le applichiamo una tariffazione più conveniente”. Inutile dire che si tratta di un falso e che la generica “azienda” sta solo tentando di fregare il povero malcapitato. Cosa fare quindi? Semplicemente evitare sempre di fornire dati sensibili e codici utente, salutare e attaccare subito il telefono. L’azienda fornitrice delle utenze, infatti, è già al corrente di questi dati e non chiamerà mai per chiederveli nuovamente. Ma non basta. In certi casi infatti, soprattutto quando le telefonate sono fin troppo numerose, è bene avvertire dell’accaduto la società di luce o gas, che provvederà a segnalare gli episodi alle autorità competenti.

SULLA PORTA DI CASA – Solitamente giovani, ben curati, sorridenti e dotati di una buona parlantina. A chi non è mai capitato di ricevere una visita da parte di ragazzi (maschi in maggioranza) che, con modi garbati e tanta gentilezza, si presentano come ‘addetti’ o ‘operatori’ dell’azienda del gas o della luce? Magari anche dotati di cartellino di riconoscimento che tuttavia, guarda caso, non corrisponde quasi mai alla società che viene menzionata alla presentazione. Ebbene, come dietro alla cornetta telefonica, così anche dietro un sorriso può nascondersi un pericolo. La tecnica è la stessa del call center: chiedere di vedere l’ultima bolletta dell’energia o del gas per capire se l’importo sia anomalo e se, in alcuni casi, sia presente sulla fattura un codice non meglio specificato, indice che l’utente ancora una volta sta pagando troppo. Una rapida occhiata e il gioco è fatto.

COME DIFENDERSI– È solo necessario non consegnare mai la bolletta con allegati codice POD o PDR a chi abbiamo davanti né tantomeno firmare qualsivoglia documento anche se al momento può sembrare incredibilmente vantaggioso: basta pochissimo infatti perché si caschi in un vortice di contratti non richiesti, stipulati con gestori mai contattati, dal quale è poi difficilissimo uscire. Almeno senza pagare penali

 

 

 
Addio Equitalia: cosa cambia con l'introduzione di Agenzia delle Entrate - Riscossione PDF Stampa E-mail

Dal 1° luglio 2017 arriva l’Agenzia delle Entrate-Riscossione: da questa data – infatti - le società del gruppo Equitalia saranno sciolte (tranne Equitalia Giustizia) e nascerà questo ente pubblico economico. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non è una S.P.A. come lo era Equitalia, ma un ente pubblico economico. Lo statuto fissa le finalità e i compiti, delinea organi, stabilisce le modalità del passaggio di personale e anche i criteri di scambio delle informazioni con l’Agenzia delle Entrate. L’esercizio delle funzioni relative alla riscossione sull’intero territorio nazionale (Sicilia esclusa) dunque è attribuito all’Agenzia delle Entrate ed è svolto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Restano invariate le sedi degli sportelli, ma a partire da lunedì 3 luglio i contribuenti troveranno il nuovo logo, nuova modulistica, mentre le attività ed i servizi saranno svolti in continuità con la precedente gestione, considerato che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione subentra a titolo universale nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia.

Il nuovo portale internet è raggiungibile all’indirizzo http://www.agenziaentrateriscossione.gov.it , dove gli utenti avranno a disposizione un vero e proprio sportello virtuale: entrando nell’area riservata con le credenziali di accesso sarà possibile controllare la propria situazione debitoria, pagare cartelle e avvisi, chiedere e ottenere una rateizzazione fino a 60 mila euro, sospendere la riscossione nei casi previsti dalla legge.

Novità anche sul fronte dei social network, con il nuovo canale twitter @AE_Riscossione in sostituzione di @equitalia_it che sarà chiuso, ma tutti i follower saranno automaticamente accolti nel nuovo account, mentre rimane invariato il contact center 06.0101 che fornisce consulenza e informazioni agli utenti.

 
Dal 4 Luglio 2017 estinzione automatica per tutti i libretti al portatore bancari e postali PDF Stampa E-mail

Il decreto legislativo 90/2017 di recepimento della IV direttiva europea sul risparmio sancisce la fine dei  libretti al portare bancari e postali dal prossimo 4 Luglio 2017; tale provvedimento rientra nelle misure restrittive adottate dall’UE  per prevenire il riciclaggio internazionale e il finanziamento al terrorismo, poiché tali titoli al portatore non garantiscono la tracciabilità del denaro.

COSA CAMBIA: dal giorno 4 Luglio 2017, quindi,  i libretti al portatore non potranno più essere emessi e quelli in circolazione dovranno essere estinti entro e non oltre il 31 dicembre 2017. Questo significa che se il consumatore in banca o alle poste a chiedere un libretto di risparmio dopo tale data vi sarà consentito di aprire solo un libretto di deposito nominativo e non invece un libretto anonimo, ossia al portatore che, appunto, diventerà vietato. Invece per chi già ha un libretto al portatore ha ancora più di un anno per andare in banca e trasferire i soldi su un conto corrente oppure chiedere il denaro contante.

 
Crisi banche: prorogato al 31 gennaio il termine per le domande di contributo agli obbligazionisti umbri PDF Stampa E-mail

E' stato prorogato al prossimo 31 gennaio 2017 il termine entro il quale tutti gli obbligazionisti delle banche in crisi (Banca dell'Etruria, Banca delle Marche, Carichieti e Cariferrara), residenti in Umbria, potranno presentare richiesta presso i nostri sportelli a Terni e a Perugia per ricevere un contributo forfettario, a fronte delle spese sostenute.

La Regione Umbria ha deciso di posticipare la scadenza al 31 gennaio 2017 per concedere il tempo necessario alle persone interessate di perfezionare e presentare la propria domanda.

Oltre la Lega Consumatori ci sono altre sette associazioni che hanno stipulato la convenzione con la Regione: presso gli sportelli di ACU Umbria - Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum Umbria; Adoc Regionale Umbria; Cittadinanzattiva; Confconsumatori – Federazione dell'Umbria; Movimento Consumatori dell'Umbria; Unione Nazionale Consumatori Comitato regionale Umbria i consumatori potranno presentare le proprie domande per i rimborsi.

Per individuare lo sportello della Lega Consumatori più vicino, cliccare qui.

Inoltre tutte le informazioni sono pubblicate sul sito della Giunta regionale, alla voce "Tutela dei consumatori – Sportelli Associazioni".

 

* Articolo pubblicato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Umbria denominato: informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti 2013 – 3° intervento con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 

 
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