Lega Consumatori Umbria
Rottamazione, nuova scadenza: versamenti entro il 2 dicembre per i ritardatari PDF Stampa E-mail

Chi ha saltato la scadenza del 31 luglio 2019 potrà versare la prima o unica rata entro il 2 dicembre 2019.

È quanto previsto nel dl fiscale che proroga tutti i termini di scadenza.

I ritardatari della rottamazione delle cartelle avranno tempo per versare la prima o unica rata entro il prossimo 2 dicembre. È quanto prevede la bozza di decreto legge fiscale appena approvato dal Governo, che proroga tutti i termini di scadenza e concede più tempo a chi non si è ancora messo in regola con la rottamazione bis e ter, che scadeva alla fine di luglio, offrendo una dilazione lunghissima per pagare.

Chi sono i soggetti interessanti alla proroga della rottamazione ter:

La proroga riguarda sia chi aveva presentato domanda per la rottamazione ter a fine aprile2019 sia chi aveva aderito alla rottamazione bis, saltando il pagamento del 7 dicembre 2018.

A questo proposito, il Sole 24 ore ricorda che i debitori che hanno versato entro il 7 dicembre le rate in origine in scadenza a luglio, settembre e ottobre 2018, rientravano nella rottamazione ter, con diritto a pagare le somme residue in 10 rate, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno.

I soggetti che, invece, non hanno rispettato la scadenza di dicembre hanno comunque potuto presentare la domanda di rottamazione ter, con pagamento della prima rata sempre alla fine dello scorso mese di luglio. Anche in questi casi, dunque, in caso di mancato pagamento della prima rata entro il termine originario, si ha la possibilità di rientrare nella procedura agevolata effettuando il versamento entro il prossimo mese di novembre. L’importo da pagare non cambia: si può dunque utilizzare il bollettino iniziale.

Se il debitore ha versato in ritardo la rata di luglio non deve fare nulla poiché è automaticamente rimesso in termini. In caso di procedure esecutive in corso nei riguardi dei soggetti che hanno saltato l’appuntamento di luglio, una volta pubblicato il decreto legge, la procedura deve essere revocata.

Alla scadenza del 2 dicembre si applicherà poi la sanatoria di 5 giorni lavorativi, che cadendo di sabato, spostano il termine fino a lunedì 9 dicembre 2019. Un tempo molto ampio per mettersi in regola qualunque categoria di rottamazione si sia prescelta.

Prorogata la scadenza anche per saldo e stralcio:

Stesso discorso per il saldo e stralcio, che vedrà allungare il termine per il pagamento entro il 2 dicembre, mentre arriveranno entro il 31 ottobre le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate Riscossione che indicheranno eventuali rigetti dell’istanza. Le istanze presentate da soggetti non aventi i requisiti verranno automaticamente convertite nella rottamazione ter, rispettando i termini della stessa.

 

 

 
Se il prodotto è difettoso, quali sono i diritti del consumatore? PDF Stampa E-mail
Se facciamo un acquisto di un bene cosiddetto mobile, come può essere un abito, un paio di scarpe oppure un elettrodomestico, ma anche un’auto, che poi si rivela difettoso o comunque non funzionante, quali sono i comportamenti corretti ai quali devono attenersi i consumatori per far valere i propri diritti?

Parliamo, innanzitutto, di una garanzia che è prevista dal Codice del Consumo e tutela il consumatore in caso di acquisto di prodotti difettosi. La prima cosa necessaria è rivolgersi al venditore del bene per chiedere, a scelta del consumatore, la riparazione o la sostituzione della cosa acquistata, senza che alcuna spesa possa essere addebitata. Il venditore è tenuto a provvedere entro un tempo congruo, senza arrecare notevoli inconvenienti al cliente.
Se la sostituzione o la riparazione non sono possibili, o sono eccessivamente onerose oppure tardive, il consumatore ha diritto alla riduzione del prezzo o alla restituzione della somma pagata, a fronte della riconsegna al venditore del bene difettoso. Ma non possiamo agire in qualsiasi momento. Si devono tenere, infatti, a mente che ci sono dei termini per chiedere i rimedi e far valere la garanzia. Essa dura due anni dalla consegna del bene e il consumatore deve denunciare il difetto al venditore entro due mesi dalla sua scoperta.

È bene, quindi, conservare sempre lo scontrino di acquisto e magari farsene una copia perché la carta termica con il passare del tempo diventa illeggibile.  È opportuno ricordare che, se il difetto si manifesta entro sei mesi dall’acquisto, si presume che esso sia un difetto originario e quindi non causato dal consumatore. Diversamente, invece, spetta a quest’ultimo fornire la prova di non aver manomesso in alcun modo il prodotto. E’ utile sapere anche che è possibile che al cliente venga concessa una garanzia supplementare, inclusa nel prezzo o con un costo aggiuntivo. Tale garanzia detta “convenzionale”, non sostituisce la garanzia legale che ha sempre durata di due anni. Fino a qui abbiamo parlato di acquisto di prodotti nuovi, ma la garanzia legale sussiste anche nel caso di beni usati, sebbene le parti possano limitarla ad un anno.


 
FOCUS: Legge di Bilancio 2019. PDF Stampa E-mail

La Lega Consumatori Umbria proporrà tre focus tematici sulla Legge di Bilancio 2019 per dare maggiori spiegazioni rispetto alla manovra introdotta dal Governo e di cui si sente molto parlare in questi giorni.

Legge di bilancio: che cos’è.

Dal 2016 la legge di bilancio e la legge di stabilità sono state unite in un unico provvedimento, costituito dalla nuova legge di bilancio, riferita all’anno successivo e gli obiettivi dei successivi 3 anni, in cui il governo comunica al Parlamento quali sono le entrate e le spese pubbliche.

Il disegno di legge di bilancio, nella sua versione definitiva, si compone di 19 articoli. Il primo articolo, composto da 1.143 commi, contiene le norme; mentre i restanti 18 articoli contengono gli stati di previsione e la clausola di entrata in vigore. Con appositi decreti legge nasceranno nel nuovo anno e si tradurranno in norme le due misure di cui si è sentito molto parlare negli ultimi mesi: il reddito di cittadinanza e la riforma della legge Fornero con l’introduzione di quota 100. Queste entreranno in vigore tra la fine di marzo e l’inizio di aprile dopo l'approvazione definitiva degli appositi decreti attuativi.

 

Nei successivi focus analitici che proporremo vedremo cosa cambierà per i consumatori e le famiglie.

Per il testo completo in PDF della Legge di bilancio 2019 si può fare riferimento qui.

 

 

 
BANCHE FALLITE: arrivano gli indennizzi PDF Stampa E-mail

Arrivano gli indennizzi per i risparmiatori coinvolti dai crac bancari: automatici per una platea stimata al 90% del totale, ovvero chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro, elevabile a 200.000 euro subordinatamente all’approvazione della Commissione europea.

 

Per il restante 10% circa, la creazione di un indennizzo che prevede un processo di verifica semplificata da parte di una Commissione tecnica attraverso la tipizzazione in diverse categorie delle violazioni massive e dei criteri che conducono all’erogazione diretta dell’indennizzo. Vengono rafforzate l’indipendenza della Commissione tecnica e la sua capacità operativa.

 

Sono questi i punti salienti delle nuove disposizioni previste per l’attuazione delle norme contenute nella Legge di Bilancio 2019 relative al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), dettagliate con il Decreto Crescita e con il successivo decreto attuativo.

 

Il Fondo ha una dotazione iniziale di oltre 1,5 miliardi di euro: 525 milioni per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

 

Per informazioni sui documenti da raccogliere ed assistenza nel caricamento della domanda si possono contattare i nostri sportelli sia telefonicamente, sia tramite mail, oppure recandosi negli uffici che coprono il territorio regionale.

 

A CHI SPETTANO GLI INDENNIZZI

Hanno accesso al Fondo i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, a causa delle numerose violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza.

 

Gli indennizzi spettano anche ai loro successori mortis causa o al coniuge, al convivente more uxorio o di fatto (secondo quanto previsto dalla legge sulle unioni civili del maggio 2016), ai parenti entro il secondo grado, in possesso di tali strumenti finanziari.

 

Sono esclusi dalle prestazioni del FIR, tra gli altri, gli strumenti finanziari in possesso di soggetti diversi dai precedenti (fra cui controparti qualificate e clienti professionali) alla data della messa in liquidazione della banca, quelli acquistati e in possesso di soggetti che abbiano avuto, al primo gennaio 2017, nelle banche o loro controllate incarichi quali componente del Cda o degli organi di controllo, membro del collegio sindacale, consigliere delegato, direttore e vice direttore generale, nonché parenti ed affini di primo e secondo grado.

 

GLI IMPORTI DELL'INDENNIZZO

stato previsto un indennizzo per gli azionisti e per gli obbligazionisti subordinati: per entrambe le platee, dall’ammontare di tale indennizzo sono detratti gli eventuali importi già ricevuti a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento.

 

AZIONISTI

L'indennizzo è pari al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La percentuale del 30%, entro tale limite, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 le somme complessivamente erogate per l'indennizzo secondo il piano di riparto siano inferiori alla previsione di spesa dell'esercizio finanziario, nel pieno rispetto dei limiti di spesa, della dotazione finanziaria del FIR e fino al suo esaurimento.

 

OBBLIGAZIONISTI SUBORDINATI

L'indennizzo è pari al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. La percentuale del 95%, entro tale limite, può essere incrementata qualora in ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021 le somme complessivamente erogate per l'indennizzo secondo il piano di riparto siano inferiori alla previsione di spesa dell'esercizio finanziario, nel pieno rispetto dei limiti di spesa, della dotazione finanziaria del FIR e fino al suo esaurimento.

 

MODALITA' DI ACCESSO

Viene costituita presso il Ministero una Commissione tecnica indipendente per la valutazione delle domande, le cui attività di supporto sono affidate alla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), che svolge l’attività di Segreteria tecnica. Gli aventi diritto possono presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti, a tale Commissione entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto.

 

L’istanza indica, tra le altre cose, i dati personali dell’avente diritto, i dati relativi agli strumenti finanziari oggetto della richiesta, la banca che ha emesso tali strumenti, i dati necessari per il pagamento tramite bonifico bancario o postale. Fra gli allegati, possono essere presentati anche i documenti utili ai fini dell’accertamento delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato il danno ingiusto.

 

COMMISSIONE TECNICA

Viene istituita una Commissione tecnica di nove componenti con requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità, competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del Fir.

 

Fra i suoi compiti, quello di esaminare le istanze presentate e la documentazione acquisita; di disporre l’acquisizione di informazioni e documenti necessari per l’assolvimento delle proprie funzioni; di verificare la sussistenza dei requisiti dei richiedenti nonché delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato un pregiudizio ingiusto, anche acquisendo d’ufficio la necessaria documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale.

 

La Commissione stabilisce inoltre i criteri generali e le linee guida per la tipizzazione delle diverse tipologie di violazioni massive in presenza delle quali sussistono il danno subito dal risparmiatore e il nesso causale tra le violazioni e il danno stesso. Allo stesso tempo, è compito della Commissione determinare la misura dell’indennizzo e i criteri per la redazione dei piani di riparto, anche parziali.

 

INDENNIZZO DIRETTO

Hanno diritto all’erogazione da parte del FIR di un indennizzo forfettario i soggetti risparmiatori persone fisiche - ovvero i loro successori mortis causa, il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado - in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate alla data del provvedimento di messa in liquidazione che soddisfano una delle seguenti condizioni:

 

- patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018, al netto degli strumenti finanziari oggetti di indennizzo e dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;

- ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.

 

VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE

Per il restante 10% circa che non rientra nelle soglie reddituali o patrimoniali, viene comunque prevista una forma di indennizzo che prevede un processo di verifica semplificata da parte della Commissione tecnica attraverso la tipizzazione delle violazioni di natura contrattuale o extra-contrattuale, e dei criteri in presenza dei quali l’indennizzo può comunque essere direttamente erogato.

 

Fra queste tipologie di violazioni, rientrano anche la vendita o il collocamento di strumenti finanziari senza che siano state osservate le disposizioni che prevedono la valutazione della consapevolezza e dell’adeguatezza dell’acquirente rispetto al profilo di rischio; la realizzazione di tali azioni insieme all’erogazione di finanziamenti (ad esempio le operazioni baciate) o l’assegnazione di un grado di rischio e di un orizzonte temporale di investimento incongruo con l’età del cliente. Rappresentano violazioni massive anche la produzione e pubblicazione da parte di una banca di dati fuorvianti per l’investitore in relazione alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della banca stessa.

 

PIATTAFORMA WEB PER INOLTRO DELLE DOMANDE

La Consap mette a disposizione una piattaforma informatica per fornire al pubblico informazioni chiare e complete in merito alle modalità di presentazione dell’istanza e agli adempimenti necessari, anche attraverso un sistema interattivo di risposte alle domande dei risparmiatori.

 

Dal 22 agosto 2019 inizia a decorrere il periodo di 180 giorni di tempo per la presentazione delle istanze di indennizzo: gli utenti potranno fare richiesta sulla piattaforma informatica, dove sarà possibile registrarsi, compilare in modo guidato la domanda in tutte le sue parti, caricare gli allegati richiesti, produrre la domanda compilata in formato pdf da stampare e firmare, caricare la domanda firmata e infine inviarla telematicamente.

 

Le istanze, corredate dall’idonea documentazione, possono essere inviate esclusivamente in via telematica utilizzando i moduli presenti sul portale in questione.

Per maggiori informazioni sulle modalità di compilazione dell’istanza è attivo il call center telefonico per l'assistenza al numero 02/49525830. Il servizio è operativo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, con orario continuato dalle ore 9.00 alle ore 17.00.

 

PAGAMENTO DEGLI INDENNIZZI

Una volta determinata la misura dell’indennizzo a favore degli aventi diritto e stabiliti i criteri per la redazione dei piani di riparto degli indennizzi stessi, la Commissione ne approva il piano di riparto e ne dispone il pagamento, con la massima celerità, anche attraverso la predisposizione di piano di riparto delle risorse disponibili, nel rispetto dei limiti di spesa, della dotazione del Fondo e fino al suo esaurimento.

 

Nell'erogazione degli indennizzi viene data precedenza ai pagamenti degli indennizzi diretti, nel cui ambito hanno precedenza quelli di importo non superiore a 50.000 euro. Le somme che non vengono impegnate al termine di ciascun esercizio sono conservate per essere utilizzate in quelli successivi. I pagamenti degli indennizzi avvengono mediante bonifico al conto corrente bancario o postale intestato agli aventi diritto.

 

 
Analisi economico-finanziaria dei gestori del Servizio di Nettezza Urbana in Umbria PDF Stampa E-mail

[Abstract della relazione di Eleonora D'Urzo durante il Focus "Tariffa puntuale...e l'Umbria?" dello scorso 4 Luglio 2018 a Peurgia]

 

Al fine di verificare l’adeguatezza delle tariffe del Servizio di Nettezza Urbana è opportuno

valutare, oltre alla struttura dei costi e dei ricavi, anche alcune caratteristiche dei gestori del servizio

nei diversi ATI in modo tale da comprendere se gli stessi si trovino o meno in condizioni di

equilibrio economico-finanziario o se siano a rischio di insolvenza nel breve periodo. A tal riguardo

saranno esaminati una serie di indicatori economico-finanziari dei gestori e verranno effettuati una

serie di confronti tra ambiti. In particolare saranno forniti per ognuno dei gestori alcuni indicatori

patrimoniali, economici e finanziari.

I dati di bilancio sono stati tratti dalle visure camerali che è stato possibile ottenere tramite

Telemaco.

Nell'analisi che trovate a questo link sarà fornita innanzitutto l’analisi dei ricavi e dei costi, che include anche un focus sui ricavi e i costi unitari, con un livello di dettaglio permesso dai dati disponibili nella Nota Integrativa e, successivamente, si forniranno anche i principali indicatori di gestione.

 
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